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Piano di Governo del Territorio

Il Piano di governo del territorio PGT, è un nuovo strumento urbanistico introdotto in Lombardia dalla legge regionale lombarda n.12 dell'11 marzo 2005. Il PGT ha sostituito il PRG come strumento di pianificazione urbanistica a livello comunale e ha lo scopo di definire l'assetto dell'intero territorio.
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PGT
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Il territorio Stampa E-mail

Superficie: kmq 4,52
Abitanti: n° 571
Contrade: Piano, Feruda, Ronchi, Balzarini, Scenini, Martini, S.Carlo, Giambonasco (maggengo abbandonato), Gaggi  (maggengo), Mulino dei Galli (maggengo abbandonato), S.Bernardo (maggengo), Stefen  (maggengo), Balzarini  (maggengo), Maisi  (maggengo), Caprari  (maggengo).

L’ambiente Fisico

territorio1Il territorio di Faedo Valtellino si estende sul versante settentrionale delle alpi orobie da quota 300 ca slm salendo sino a 1800 m slm lungo il versante ovest della valle Venina.
Nessuna cima e presente sul territorio comunale e i suoi lati sono lambiti a est dalla scoscesa valle Venina e a Sud dall’Adda ove insiste la parte pianeggiante della riserva Regionale oasi dei Bordighi.
 
Il territorio urbano
Il territorio urbano molto frazionato e suddiviso in diverse piccole frazioni ,sette abitate stabilmente e le altre, anticamente adibite a maggengo, oramai utilizzate solo nel periodo estivo.
La struttura e la tipologia delle frazioni richiama l’antica migrazione della popolazione dalla zona di S. Bernardo, 1000 m slm , antico centro vitale dell’antica vita agreste legata all’agricoltura montana alle più recenti contrade basse,da 300 a 550 m slm, nuovo centro vitale degli ultimi due secoli di vita paesana. 
 
La flora e la Fauna

territorio2La Flora e la Fauna presenti sul  territorio comunale  sono quelli tipici delle Alpi Orobie.
Il fondovalle e caratterizzato dalla presenza di uno degli ultimi scorci di bosco fluviale , assoggettato a riserva naturale (Oasi Bosco dei Bordighi ,informazioni presso Comunita Montana  Valtellina di Sondrio) dalla Regione Lombardia a salvaguardia della caratteristica del bosco stesso e dei migratori che trovano nello stesso un momentaneo rifugio.
Il bosco di latifoglie ,dal fiume Adda fino  a qualche centinaio di metri di altezza e formato in prevalenza da  frassino, rovere, salice, pioppo, faggi, betulle e castano coltivato in passato per i suoi frutti.
Salendo  di quota si denota il graduale cambiamento della vegetazione che  muta all’incirca intorno ai 100 metri di quota in bosco misto e quindi di conifere pino, abete rosso, larice.
Nel sottobosco di qualsiasi quota si possono trovare  i frutti del sottobosco di pregiata qualità :Funghi (boleti, finferli, chiodini , russule ect.) mirtilli, fragole e lamponi.
Nell’ambiente ,spesso ancora selvaggio e scarsamente frequentata dal turismo di massa, si nota la presenza di tutta la Fauna tipica delle alpi ungulati (caprioli,camosci ) aviofauna (dalle comunissime cincie ai rari Galli Cedroni) rapaci diurni e notturni (dalla piccola civetta nana  alla rara aquila) e altro.
Si denota ,come in tutto l’arco  alpino orobico, la mancanza di grossi carnivori e predatori quali l’Orso , il Lupo e la Lince estinti a causa della caccia spietata da parte dell’uomo. 

 
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